Monday, February 12, 2024

La rovinosa cavalcata del PIL italiano

Qualcuno dice che la recente gravissima crisi economica mondiale abbia avuto conseguenze meno gravi in Italia rispetto agli altri Paesi avanzati. I dati esistenti oggi sui redditi pro-capite smentiscono queste visioni. La crisi economica mondiale, per quanto comprendo io, ha colpito duramente le imprese finanziarie degli USA e di altri Paesi, ha fatto scoppiare bolle immobiliari particolarmente in USA, Irlanda e Spagna, ha depresso quindi i consumi USA, il commercio mondiale e come conseguenza la maggior parte delle economie di tutto il pianeta. Ho sentito sostenere in TV che siccome l'Italia è principalmente un'economia manifatturiera in cui le banche hanno un ruolo minore rispetto ad UK e USA, allora è stata colpita meno di altri Paesi, cui a volte si rimprovera di aver avuto una crestita economica drogata dalla finanza e dalle bolle immobiliari. A livello di ragionamento le considerazioni appena esposte sono sostanzialmente logiche e non campate in aria, inoltre c'è il fatto aggiuntivo che le banche italiane hanno superato la crisi con pochi danni e senza aver avuto bisogno di aiuti di Stato. È poi vero che in Italia una frazione maggiore che in altri Paesi è manifatturiera. Tuttavia i dati esistenti oggi, a mio parere abbastanza affidabili e precisi anche se per il 2009 e 2010 si tratta di stime, raccontano una realtà diversa: a parte l'Irlanda, l'economia italiana appare essere tra le più duramente colpite dall'ultima crisi. Come mai? Secondo me perché e' stata duramente colpita proprio la base manifatturiera dell'Italia, per la riduzione dei consumi e del commercio mondiale. Nel grafico che segue potete vedere il reddito pro-capite a parità di potere d'acquisto degli ultimi anni per alcuni Paesi comparabili o vicini all'Italia, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale. I dati del 2009 sono delle stime, perchè c'è bisogno di tempo per elaborare la contabilità già acquisita, e i dati del 2010 sono ovviamente delle previsioni. Credo sia importante sottolinearlo, anche perchè la stampa italiana ha la pessima abitudine di non farlo.
La Germania ha subito un contraccolpo simile all'Italia, mentre la Francia, meno legata alle esportazioni, ha assorbito meglio lo shock. La Spagna ha subito una diminuzione del PIL simile a quella italiana, probabilmente per lo scoppio della bolla immobiliare. La Grecia evidentemente ha sofferto poco perchè probabilmente non ha avuto bolle immobiliari, e appare e secondo le stime IMF supera oggi nettamente sia la Spagna sia l'Italia. Noto che nei dati dell' IMF, contrariamente ai dati Eurostat, la Spagna non ha superato l'Italia nel 2006 ma l'ha piuttosto raggiunta nel 2008 rimanendo poi appaiata. Va detto che in termini nominali il reddoto pro-capite italiano e' ancora (probabilmente per pochi anni) superiore a Spagna e Grecia, ma il potere di acquisto degli italiani è penalizzato da prezzi di beni e servizi mediamente piu' alti. Aggiungo un grafico della stessa quantità ma per tutto il periodo in con l'IMF ha dati, cioè dal 1980, così e' possibile apprezzare il periodo in cui l'Italia ha superato l'Inghilterra e il recupero di quest'ultima e di Spagna e Grecia negli ultimi lustri.

Note

Ho scelto il reddito pro-capite a parità di potere d'acquisto perché è l'indicatore economico più attinente al benessere matiriale dei cittadini, l'ho espresso in dollari del 2008 per renderlo piu' comprensibile e per depurare nel grafico la crescita del PIL dovuta all'inflazione dalla crescita reale del potere d'acquisto.

La rovinosa cavalcata del PIL italiano